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Modric al Milan: i numeri e i record di una carriera che ha riscritto la storia del calcio

Fabiana Locatellidi Fabiana Locatelli· 05/08/2026 17:03
Modric al Milan: i numeri e i record di una carriera che ha riscritto la storia del calcio

Lontano dall’Italia ma al centro del discorso rossonero: da Perth, dove il Milan è in tournée, Luka Modric ha scelto di raccontare il suo presente e il suo futuro. Ha rinnovato dopo un’attesa calcolata, motivata dalla necessità di ascoltare corpo e testa. Oggi, con la calma di chi conosce il mestiere, rilancia le sue ambizioni insieme a quelle del club, mentre nel calendario della tournée spunta un derby amichevole che dice già molto.

Perché Modric ha scelto di restare al Milan?

Modric è rimasto perché si è divertito, ha sentito l’affetto dei tifosi e il club lo ha voluto con decisione. Ha firmato il rinnovo solo dopo essersi misurato con le proprie condizioni fisiche e mentali, senza forzare i tempi. L’obiettivo è chiaro: alzare un trofeo con il Milan.

La scelta matura arriva al termine di settimane di riflessioni, confermate nelle interviste con La Gazzetta dello Sport e Sky Sport da Perth. Il centrocampista ha spiegato di aver avuto la possibilità di chiudere già a dicembre, ma ha preferito aspettare, segno di un professionismo granitico. In un gruppo che riparte con ambizioni alte, il suo carisma resta un punto di gravità.

Quali sono i “numeri” che spiegano la sua longevità e il peso nello spogliatoio?

A settembre compirà 41 anni e continua a dettare il ritmo del racconto rossonero. La scorsa stagione ha interpretato il 3-5-2 di Allegri, fermandosi però per un infortunio proprio nelle partite decisive. Il Milan non ha centrato la qualificazione alla Champions League, definita da lui “obiettivo minimo”.

È nella gestione delle energie e nella lucidità delle scelte che si leggono i numeri veri di Modric oggi. L’attesa prima del rinnovo testimonia il rispetto per il proprio corpo e per lo spogliatoio: si resta solo se si può incidere. In un’annata in cui il traguardo Champions è sfumato, il suo standard resta quello di chi fissa l’asticella alta e pretende che tutto il gruppo lo segua.

Questa longevità, rara per un centrocampista di governo, è anche un riferimento culturale: nel quotidiano, fra campo e spogliatoio, il croato incarna il principio di responsabilità competitiva che in Serie A fa spesso la differenza quando il calendario si ingolfa.

Che ruolo può avere con Ruben Amorim e cosa cambia con il mercato?

Modric ha parlato un paio di volte con Ruben Amorim e le sensazioni sono molto positive. Gli arrivi di Ramos, Gila e Diawara sono stati giudicati da lui con favore: qualità e carattere per alzare il livello. Su Ramos è netto: “l’attaccante di cui avevamo bisogno”.

Il dialogo estivo con il nuovo allenatore è un seme piantato nel momento giusto. Modric porta governo del pallone e lettura degli spazi, un lessico tecnico compatibile con qualsiasi progetto che valorizzi il dominio delle seconde palle e la pulizia dell’uscita dal basso. L’innesto di un attaccante come Ramos offre una traccia verticale più stabile, mentre profili come Gila e Diawara rimpolpano struttura e competitività quotidiana.

Nel definire il profilo di Ramos, Modric ha ricordato anche un retroscena dal campo internazionale: il Portogallo che elimina la Croazia ai Mondiali con un suo gol. Un appunto da uomo di campo: la memoria dei dettagli non è nostalgia, ma bussola per leggere le partite che verranno.

Come sta Modric dopo l’infortunio e cosa si aspetta dalla stagione?

Ha saltato le partite decisive per un infortunio e ha rinnovato solo dopo essersi ascoltato davvero. Dice di sentire la stessa passione e lo stesso desiderio di giocare: la missione è vincere un trofeo con il Milan. Quel successo, nelle sue intenzioni, avrebbe una dedica speciale a Franco Baresi, “l’essenza del club”.

Il percorso personale, dunque, riparte da una condizione che vuole essere solida più che scintillante. Il filo rosso è l’affidabilità: presenza, continuità, guida nei momenti in cui la temperatura delle gare sale. E dentro l’obiettivo collettivo, la dedica a Baresi è più di un gesto: è un ponte ideale fra la cultura del passato e l’urgenza del presente.

Che cosa ha detto su Leao e sul suo futuro?

Modric non vuole dare consigli a Leao: lo considera già maturo. Se restasse sarebbe fantastico; quando è in forma è tra i migliori al mondo. Una presa di posizione che val la più lunga delle analisi tattiche.

Il messaggio, asciutto, tiene dentro il rispetto per il compagno e la consapevolezza del peso specifico di Leao nella rosa. Il croato non cerca vetrine da tutor, ma riconosce la centralità del talento portoghese nell’economia del progetto. La palla, ora, passa alle dinamiche di mercato e alla volontà del giocatore.

Quanto conta il derby di Perth nel percorso del Milan?

A Perth è in programma un derby amichevole con l’Inter. È un test di rodaggio con valenza simbolica: misura la temperatura del gruppo e la connessione con il nuovo tecnico. In una tournée, certe partite sono termometri più che trofei.

Nell’immaginario, il derby resta il derby, anche a migliaia di chilometri di distanza: una versione estiva del Derby della Madonnina che serve a rimettere in moto i meccanismi di pressione e personalità. Per Modric e compagni è l’occasione per mettere minutaggio nelle gambe e ripetere automatismi contro un avversario che conosce a memoria i punti ciechi degli altri.

Come si inserisce la sua leadership in un Milan che non ha centrato la Champions?

Modric ha definito la Champions League “obiettivo minimo”, segnalando la barra dritta sulle ambizioni. In un gruppo che ha mancato l’aggancio, la leadership passa anche dalla gestione dei giorni storti. La sua presenza è una garanzia di metodo.

Da cronista, è la differenza tra sopravvivere al calendario e governarlo: la cultura del dettaglio, il peso delle parole nei momenti in cui scotta la stagione, la disponibilità a fare da parafulmine quando serve. È questo il perimetro in cui il croato può spostare l’ago anche quando non è il protagonista delle luci di copertina.

Domande rapide

Dove si trova il Milan? A Perth, in tournée estiva.

Perché il rinnovo è arrivato adesso? Ha atteso per valutare le proprie condizioni fisiche e mentali.

Qual è l’obiettivo dichiarato? Vincere un trofeo con il Milan e dedicarlo a Franco Baresi.

Con chi ha parlato in estate? Con Ruben Amorim, un paio di volte.

Chi è l’attaccante nuovo? Ramos, “l’attaccante di cui avevamo bisogno”.

Fabiana Locatelli
Fabiana Locatelli

Fabiana si è innamorata del calcio durante una stagione passata seguendo una squadra di Lega Pro. Curiosa di vicende fuori dai riflettori, si dedica a raccontare le storie dei record più strani: dalla partita più piovosa al goal più veloce segnato nella sua regione.